Nuovi fluidi isolanti, nuovi materiali: quando l’interazione diventa la vera incognita

21 settembre 2026

Sea Marconi è tra i pochi laboratori al mondo in grado di eseguire prove di compatibilità tra materiali e fluidi isolanti — un tema che emerge sempre più spesso nei casi che arrivano in laboratorio.

Accanto ai tradizionali oli isolanti minerali, nei trasformatori vengono utilizzati sempre più spesso nuovi fluidi isolanti, tra cui liquidi esteri, naturali o sintetici. Parallelamente, per estendere la vita delle apparecchiature e per rispondere alle prescrizioni dell’eco-design, si impiegano nuovi materiali costruttivi.

Questo scenario, spesso senza sintomi rilevabili con i normali controlli analitici, può generare interazioni indesiderate tra i materiali nella cassa. Ecco cosa può succedere:

  • Corrosione dei metalli: generano solfuri che creano vie conduttive tra le spire — il preludio a guasti catastrofici.
  • Degrado precoce del fluido: si formano sludge che ostacolano il raffreddamento della macchina.
  • Invecchiamento accelerato delle guarnizioni: si aprono perdite e infiltrazioni.
  • Stray gassing: si formano gas disciolti anomali, spesso di difficile interpretazione e non riconducibili ai guasti termici o elettrici classici.

Un approccio su misura, non a catalogo

Il laboratorio accreditato Sea Marconi è tra i pochi al mondo in grado di eseguire prove di compatibilità fra materiali e offrire valutazioni indipendenti sulla loro interazione. Studiamo un protocollo di indagine su misura, calibrato sul tipo di apparecchiatura e sul contesto operativo, grazie all’esperienza maturata in decenni di ispezioni post-mortem su avarie reali.

Avete materiali o fluidi da validare prima della messa in servizio?
Descriveteci il caso: vi proponiamo il protocollo più adatto.

Scrivi al laboratorio oppure approfondisci il servizio