Sea Marconi anticipa i sorprendenti risultati del progetto di ricerca internazionale sui meccanismi di contaminazione da metalli

29 aprile 2011

Come già anticipato in un articolo del giugno 2010 pubblicato su questo stesso sito web, Sea Marconi, in collaborazione con l’Università di Torino1 (Dip. Chimica analitica), quella del Missouri (“Rolla”)2 e l’istituto di ricerca serbo “NIKOLA TESLA”3, è impegnata in un progetto di ricerca promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico per favorire l’integrazione fra Università e imprese a livello internazionale.

Gli studi, iniziati il 16 novembre 2009 sono alle battute conclusive, il termine dei lavori è previsto per il 16 maggio 2011.

Il progetto “Project n° 31. Life Cycle Assessment study of metal contaminated large power electrical apparata” ha l’obiettivo di approfondire il fenomeno della formazione e presenza di contaminanti metallici nei liquidi isolanti utilizzati in apparecchiature elettriche di grande potenza (trasformatori, reattori, raddrizzatori) impiegate nelle reti di generazione, trasmissione, distribuzione ed utilizzo dell’energia elettrica. Tale problematica, peraltro già oggetto di indagine da parte dei gruppi di normazione di settore (IEC, Cigre, ASTM, Doble, ecc.), può causare il degrado degli oli e delle apparecchiature con conseguenze anche catastrofiche. L’impatto economico su scala internazionale di tali guasti, e delle relative interruzioni di erogazione di energia elettrica (black-out), è dell’ordine dei miliardi di Euro.

Ad oltre cinque anni dalla scoperta da parte di Sea Marconi e Terna del DBDS (dibenzildisolfuro), composto solforato principale responsabile dei guasti da zolfo corrosivo, è emerso che esistono oli corrosivi pur in assenza di tale sostanza. Ciò implica l’importanza della ricerca di altre sostanze solforate potenzialmente corrosive nell’olio e della valutazione dei loro effetti in presenza di rame e carta isolante.

Per ciò che concerne i primi risultati della ricerca, si è evidenziata innanzitutto la rilevante azione corrosiva di composti solforati, quali i solfossidi, il cui ruolo nella formazione di solfuro di rame (CuS) sino ad ora è stato considerato secondario. Si è osservato inoltre che anche oli considerati non corrosivi mostrano capacità di trasferire importanti quantitativi di rame sulla cellulosa, infine, attraverso l’esame di campioni reali, si è potuto dedurre che le perdite dielettriche degli oli sono influenzate principalmente dalla frazione di rame solubile piuttosto che da quella particellare.

Questo progetto vede Sea Marconi in prima linea con l’obiettivo di approfondire, in modo pionieristico, dinamiche ancora non chiare sullo scenario internazionale al fine di individuare soluzioni per il prolungamento del ciclo di vita delle apparecchiature elettriche nel rispetto e tutela dell’ambiente.

1Prof. Corrado Sarzanini

Università di Torino – Dipartimento di Chimica Analitica, via P. Giuria, 5 – 10125 TORINO (ITALIA)

2Prof. Shubhen Kapila

Center for Environmental Science and Technology Missouri University of Science and Technology (A Campus of the University of Missouri)

Rolla, MO 65409 (US)

3Dr. Jelena Lukic,
Elektrotehni?ki institut, “NIKOLA TESLA”, Koste Glavini?a 8a Srbija, 11000 Beograd






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