Trasformatori in resina vs trasformatori in olio minerale: costi, applicazioni e sostenibilità

I trasformatori elettrici sono componenti chiave in qualsiasi sistema di distribuzione elettrica, adibiti a convertire la tensione da un livello all’altro come avviene dalla produzione all’utilizzo. I trasformatori per la distribuzione MT/BT (media tensione e bassa tensione) sono sostanzialmente di due tipi: in olio ed a secco.

Entrare nel dettaglio della loro tipologia non è l’obiettivo di questa pagina, ci basta dire che i trasformatori in olio sono costituiti da un cassone metallico che contiene olio minerale, il quale svolge la funzione di isolamento elettrico e dissipazione di calore mentre i trasformatori a secco possono invece essere in aria, oppure avere gli avvolgimenti inglobati in resina.


Come selezionare la tipologia di trasformatore corretta?

La scelta del trasformatore più adatto alle proprie esigenze richiede un’attenta valutazione di molteplici fattori. È fondamentale considerare il contesto d’impiego e gli ambiti applicativi specifici, analizzare attentamente le caratteristiche tecniche e le tensioni operative richieste, valutare i vincoli logistici e gli aspetti economici, senza trascurare le crescenti esigenze di sostenibilità e l’impatto ambientale.

Analizziamo nel dettaglio questi aspetti cruciali, partendo dal primo e fondamentale elemento da considerare quando si valuta l’acquisto di un trasformatore industriale: il contesto applicativo.

Contesto d’impiego e ambiti di applicazione

I trasformatori in resina trovano la loro ideale applicazione in contesti che richiedono particolare attenzione alla sicurezza antincendio e alla protezione ambientale. Sono la scelta ottimale per centri commerciali e ospedali, dove la presenza di persone richiede i più alti standard di sicurezza. Nell’industria chimica, dove il rischio di incendi è elevato, rappresentano una soluzione particolarmente indicata. Le applicazioni marine beneficiano delle loro caratteristiche di compattezza e sicurezza, mentre la loro natura non inquinante li rende perfetti per le aree densamente popolate.

D’altra parte, i trasformatori in olio esprimono il loro massimo potenziale in applicazioni che richiedono alte tensioni e nelle situazioni dove l’affidabilità a lungo termine è cruciale. Sono particolarmente apprezzati per le installazioni esterne, dove la loro robustezza e resistenza alle intemperie li rende insostituibili. Nel contesto industriale pesante, la loro capacità di gestire carichi elevati e la loro provata longevità li rendono spesso la scelta preferenziale. La loro efficienza nel raffreddamento li rende inoltre ideali per applicazioni che richiedono una gestione termica ottimale.

Tensioni in gioco e caratteristiche tecniche

I trasformatori in resina si distinguono per le loro specifiche tecniche ben definite. Operano efficacemente fino a tensioni di 36 kV, con potenze che possono raggiungere i 30 MVA, rendendoli ideali per la distribuzione elettrica di media portata. La loro struttura compatta e il peso contenuto rappresentano vantaggi significativi in fase di installazione e gestione. Tuttavia, richiedono particolare attenzione nella protezione dagli agenti atmosferici, necessitando di opportune strutture di protezione.

Nel campo delle alte prestazioni, i trasformatori in olio dimostrano una versatilità superiore, gestendo tensioni e potenze più elevate con efficienza. La loro capacità di dissipazione del calore è notevolmente superiore, garantendo prestazioni ottimali anche in condizioni di carico elevato. La possibilità di installazione all’esterno senza protezioni aggiuntive e la loro comprovata durabilità nel tempo li rendono particolarmente adatti per applicazioni critiche e di lunga durata. La loro robustezza intrinseca si traduce in una vita operativa generalmente più estesa rispetto ai trasformatori in resina.

Le due tipologie di trasformatori si differenziano significativamente per le loro capacità operative. I trasformatori in olio si distinguono per la capacità di raggiungere potenze più elevate, rendendoli particolarmente adatti per applicazioni di produzione e trasporto di energia. I trasformatori in resina, invece, trovano il loro impiego ottimale nella distribuzione, operando efficacemente fino a tensioni di 36 kV per potenze di 30 MVA. Va notato che i trasformatori in aria, come ulteriore alternativa nel campo dei trasformatori a secco, presentano limiti operativi più restrittivi, fermandosi generalmente a 20 kV.

Vincoli logistici e costi

Grazie al loro peso ridotto e dimensioni compatte, i trasformatori in resina sono facili da trasportare e installare, anche in spazi ristretti. In questi contesti infatti, i trasformatori a secco evitano la doppia movimentazione, del fluido isolante e dell’apparato. I trasformatori in olio possono essere installati in esterno, quelli in resina necessitano invece di una cabina o di celle che li proteggano dalle intemperie.

Dal punto di vista economico, il costo del bene, a parità di potenza installata, risulta sostanzialmente paragonabile fra le due tecnologie. Un’analisi più approfondita del costo complessivo nel ciclo di vita rivela alcuni aspetti interessanti. Contrariamente alla credenza comune che i trasformatori ad olio comportino maggiori spese per controlli e manutenzioni, occorre considerare che i trasformatori in resina richiedono una costante manutenzione della cabina che li ospita, poiché un ambiente “sporco” influisce sensibilmente sul funzionamento e sul tasso di guasto del bene. Le differenze più significative nei costi riguardano l’installazione e le misure antincendio obbligatorie, che risultano decisamente più severe nel caso dei trasformatori in olio.

Sostenibilità e impatto ambientale

L’aspetto della sostenibilità sta assumendo un ruolo sempre più determinante nella scelta tecnologica. SEA Marconi, da sempre in prima linea nella gestione sostenibile dei trasformatori, riconosce l’importanza cruciale di questo aspetto nel proprio core business. I trasformatori in resina sono tradizionalmente considerati più ecologici per l’assenza di olio, eliminando sia il rischio di contaminazione della falda in caso di sversamenti, sia il pericolo di incendio legato agli oli minerali. Tuttavia, è importante evidenziare l’esistenza di alternative sostenibili agli oli isolanti minerali: i fluidi di origine vegetale (esteri naturali), quasi completamente biodegradabili e caratterizzati da un elevatissimo punto di fiamma, rappresentano una valida soluzione al rischio incendio. 

Per completezza, va menzionato che le resine impiegate nei trasformatori a secco contengono bisfenolo A (BPA), una sostanza che, pur non essendo particolarmente infiammabile in condizioni normali, può rilasciare fumi tossici in caso di combustione ad alte temperature. Proprio per questo motivo, il monitoraggio continuo dello stato di salute del trasformatore, come vedremo nel dettaglio più avanti, diventa un aspetto fondamentale per prevenire situazioni di rischio.

Considerando il fine vita dell’asset, i trasformatori in resina presentano processi di smaltimento e sostituzione più semplici, ma occorre tenere presente che la loro durata complessiva risulta significativamente inferiore rispetto ai trasformatori ad olio

Manutenzione e Monitoraggio

Come accennato nei paragrafi precedenti, una delle differenze più rilevanti tra le due tipologie riguarda la gestione operativa. I trasformatori in olio consentono un monitoraggio del loro stato di salute attraverso l’analisi del fluido in laboratorio e, per le macchine più importanti e strategiche, offrono la possibilità di monitorare in tempo reale alcuni parametri chiave tramite dispositivi accessori montati a bordo impianto.

Per quanto riguarda i trasformatori in resina, la tradizionale concezione li considerava esenti da manutenzione, richiedendo solo la cura della cabina ospitante, senza possibilità di monitoraggio dello stato di salute. L’innovativo sistema Smart Nosy, sviluppato e brevettato da SEA MARCONI, ha rivoluzionato questo paradigma, introducendo un monitoraggio continuo e non invasivo che permette: 

  • la rilevazione precoce di anomalie,
  • la riduzione del rischio di guasti improvvisi,
  • e l’ottimizzazione dei piani di manutenzione. 

Questa innovazione rappresenta solo l’ultima tappa di un percorso di ricerca e sviluppo che SEA MARCONI porta avanti da oltre 50 anni, confermando il suo impegno costante nell’innovazione tecnologica per migliorare la gestione e l’affidabilità dei trasformatori. Un impegno che continua tuttora attraverso investimenti significativi in R&D e collaborazioni con centri di ricerca internazionali, per sviluppare soluzioni sempre più avanzate nel campo del monitoraggio e della manutenzione predittiva.

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